PERCHÉ

Pensiero positivo in pillole

29 maggio 2017
Pensiero positivo in pillole

L’altra sera sono entrata in camera di Grande per il bacio della buonanotte. Era al buio, sul letto, appoggiato al muro, nella posizione del loto invertita (Urdhva Padmasana).

È stata un’immagine molto potente: stava facendo spontaneamente qualcosa che non gli ho mai insegnato – anche se sostiene che non era difficile arrivarci, dopo aver fatto un po’ di yoga insieme – perfettamente in pace, con gli occhi spalancati nell’oscurità, mentre sembrava aspettare e godersi la pace che riaffiorava alla fine di una giornata molto faticosa.

Grande mi ha confermato che la serenità l’abbiamo già dentro, anche se a volte è difficile ricordarcene.

Quest’ultimo mese è stato complicato e felice. Ogni giorno il mio umore ha subito alti e bassi. Nel giro di poche ore sono passata dall’esaltazione per una buona notizia, all’essere demoralizzata per una sconfitta.

Tuttavia, ho cercato incessantemente di fare esercizi di pensiero positivo. Avete già letto da qualche parte dei suoi benefici? Qualcuno vi ha già parlato del fatto che il pensiero positivo cambia la vita? Quand’è stata l’ultima volta che avete cercato consigli per il pensiero positivo contro l’ansia o che il guru di turno vi ha proposto il pensiero positivo di oggi?

Di pillole per la felicità io non ne ho. So solo che essere ottimisti e di buon umore è un lavoraccio, impegnativo almeno quanto sostenere un matrimonio pluridecennale: infatti, la lotta è costante per tutta la vita.

Posso solo dirvi che in questo – felice e complicato – ultimo periodo, ho cercato coscientemente di vedere il bicchiere mezzo pieno ogni volta che si rovesciava metà del contenuto.

È un po’ come fare yoga: ci vuole allenamento. Solo a certe persone, particolarmente dotate, viene più spontaneo che ad altri far risalire l’energia che abbiamo dentro. Alla fine, però, ce la possiamo fare tutti.

Per le note di colore – ossia per sapere come ho reagito dopo l’ennesima mail che annunciava grane di lavoro o l’ennesimo disastro casalingo cui porre rimedio – vi rimando ai commenti: voi raccontatemi il vostro pensiero positivo in pillole ed io vi racconterò la mia ricetta di oggi. Insieme possiamo creare una piccola antologia di pensieri felici.

  • Lina
    29 maggio 2015 at 17:43

    Io penso due cose ” ha da passà a nuttata” e “il meglio deve ancora venire”
    ma lo yoga funziona più di tutto 🙂

  • oliviachierighini
    29 maggio 2015 at 17:47

    ” ha da passà a nuttata” mi piace molto (a parte lo yoga). Ho imparato ad aspettare almeno 24 ore prima di disperarmi e, nel frattempo, occupare il tempo in maniera più produttiva 🙂

  • Giovanna
    29 maggio 2015 at 19:27

    Io ho varie pillole, a seconda del momento…. Innanzitutto cerco di ricordare ciò che ha fatto o detto mio figlio di 4 anni!! E comincio a sorridere da sola…
    Poi penso che manca un giorno in meno perchè arrivi il momento per qualcosa di buono.
    Per ultimo ci sono altre piccole cose che distolgono l’attenzione al pensiero negativo e danno una pausa alla mia testa e mi fanno dimenticare il triste momento… Questo mi serve per recuperare energia e ricominciare a guardare avanti.

  • claudia
    3 giugno 2015 at 9:05

    cara Olivia, anche per me questo è un vero periodo di alti e bassi… forse più bassi che alti! A volte pensare positivo, quando si è persi in un mare di negatività, non è sempre facile, nonostante gli sforzi. Ma mi interessa molto l’argomento e mi farebbe piacere se avessi qualche lettura per approfondire. Magari durante il tanto agognato ozio estivo….

  • oliviachierighini
    3 giugno 2015 at 9:48

    Lo so che è un suggerimento un po’ bizzarro, ma una delle miei letture preferite dai tempi del liceo sono i dialoghi di Lucio Anneo Seneca.
    Da leggere in campagna, in italiano! (con qualche sbirciatina nostalgica al latino). il mio preferito è il De Brevitate Vitae…
    “Nunc, dum calet sanguis, vigentibus ad meliora eundum est. Exspectat te in hoc genere vitae multum bonarum artium, amor virtutum atque usus, cupiditatum oblivio, vivendi ac moriendi scientia, alta rerum quies.” Ora, finché il sangue è caldo, pieni di vigore dobbiamo tendere a cose migliori. Ti aspettano in questo genere di vita molte buone attività, l’amore e la pratica delle virtù, l’oblio delle passioni, il saper vivere e il saper morire, una profonda quiete delle cose.
    Prometto titoli più recenti a breve, ma questa è un’ottima base.

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