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Noi Bridget Jones, più vecchie e (forse) più sagge

3 ottobre 2016
Bridget Jones's Baby

Bridget Jones’s Baby

Arriva al cinema il 22 settembre Bridget Jones’s Baby, il terzo capitolo del franchise di successo Bridget Jones. Se hai dubbi sul fatto che possa essere arguto quanto gli altri, ti rispondo subito: lo è. Qualche amica ha avanzato il dubbio che non fosse un film “necessario” – la solita aria fritta dei sequel – ma stranamente non è così.

Alla fine degli anni ’90, Bridget è diventata il punto di riferimento di tutte le giovani donne single che temevano di infrangere la barriera dei trent’anni senza trovare l’anima gemella.

La storia la conosci, Bridget Jones non era destinata a morire zitella ma a farti morire dalle risate con le sue disavventure lavorative e sentimentali. Ci sono alcune di noi che nascono così – pasticcione – e non si sa quale benedizione penda sul loro capo, capace di far loro affrontare (quasi) indenni la vita.

Il cast è sempre lo stesso, ci sono Renée Zellweger e Colin Firth, ma con l’importante aggiunta – per tutte le vere romantiche – di Patrick Dempsey, al quale recentemente è stato chiesto il porto d’armi per poter indossare uno dei sorrisi più seducenti del mondo. Il premio Oscar® Emma Thompson – che ha collaborato anche alla sceneggiatura – interpreta uno dei personaggi secondari più spassosi, nel ruolo della ginecologa di Bridget.

Per quanto riguarda la trama, è stata abbondantemente spoilerata: le ex-ragazze single si troveranno più avanti con gli anni, come Bridget, pronte ad affrontare difficoltà molto attuali, raccontate con umorismo e ironia.

Dopo la rottura con Mark Darcy, il “vissero felici e contenti” va in fumo. Ormai quarantenne e nuovamente single, decide di puntare sulla carriera. Per una volta, Bridget sembra avere tutto sotto controllo ed essersi trasformata in una donna matura e molto più sicura di se stessa. La Bridget di oggi è una premiata produttrice di un importante telegiornale. Ha smesso di fumare, ha ridotto lo Chardonnay, non è più ossessionata dal peso; i suoi libri sulla sopravvivenza sono stati rimpiazzati dalla letteratura politica. Che cosa potrebbe andare storto? Bridget incontra un affascinante americano di nome Jack Qwant (Dempsey) che la corteggia come ha sempre sognato. In un improbabile colpo di scena, Bridget scopre di essere incinta, ma con un inconveniente: non sa se il padre del bambino è Darcy o il nuovo amore.

La commedia si basa su un gioco di equivoci non particolarmente originale ma non irrealistico: saranno 122 minuti di risate e di empatia nei confronti di una quarantenne alle prese con il ticchettio furioso dell’orologio biologico, pacificata con il suo aspetto fisico e molto più libera mentalmente.

Quando Bridget scopre di essere incinta – dopo un paio di notti di sesso con l’ex (incontrato casualmente) e con lo sconosciuto Jack (galeotto un concerto di Ed Sheeran) – è scossa ma allo stesso tempo felice. Una gravidanza le sembra la cosa più bella che potesse capitarle.

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Ancora una volta i Diari di Bridget Jones, questa volta alle prese con il baby in arrivo (Rizzoli)

Anche in questo capitolo della saga di Bridget, la Fielding non ha voluto creare un modello di vita ma una donna che non ha paura di mostrare difetti e insicurezze. È ancora ottimista, tenace e ostinata. È perfettamente imperfetta – come l’ha definita Renée Zellweger – ed è per questo che la gente si identifica in lei. Nonostante il suo successo, in questa nuova storia Bridget continua a mostrare quel meraviglioso imbarazzo che l’ha resa così attraente.

Dal momento che il mondo di Bridget Jones è noto a tutte, la sceneggiatura doveva stupire il pubblico con colpi di scena e sorprese: se Bridget rispecchia alcune insicurezze delle quarantenni, il film è godibilissimo anche per le ragazze più giovani, quelle che oggi combattono tra indipendenza e amore ma che fanno parte di una generazione ancora più libera ed amorale della precedente.

Bridget Jones’s Baby potrebbe essere interpretato come un film sulla crescita ma – se sei stata troppo coinvolta dal divertimento per goderti con calma l’evoluzione del personaggio – puoi rileggere le pagine del libro originale di Helen Fielding “Bridget Jones’s Baby. I diari” (Rizzoli) che uscirà il 13 ottobre in libreria

[articolo comparso su donnad.it]

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