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Andrea scanzi: la politica è una cosa seria

4 Aprile 2019
Andrea Scanzi - La politica è una cosa seria

Ci sono personaggi simpaticissimi ma un po’ troppo istrionici per riuscire a intavolare una conversazione: Andrea Scanzi per fortuna non è tra questi.

Scanzi è ironicamente irresistibile, scorrevole, gradevole, arguto, un filino sopra le righe ma come quei bravi ragazzi educati e brillanti che resti volentieri ad ascoltare.

Qualcuno lo definisce pop, qualcuno rock, dimostrando dal punto di vista musicale una certa nebulosità. Lui si definisce gaberiano: la cosa certa è che Scanzi scrive con ritmo.

“La politica è una cosa seria. Da Berlinguer a Salvini, dieci motivi per cacciare i pagliacci”, ultima produzione letteraria di Andrea Scanzi, è un libretto di 125 pagine (Rizzoli, 2 aprile 2019) che credo l’Editore abbia ritenuto perfetto da essere portato in spiaggia durante la prossima stagione estiva, infilato tra un quotidiano ed un sacchetto di focaccia.

Scanzi è divertente e leggero anche quando scrivere d’argomenti che pesano sullo stomaco, anche quando cerca di spiegare perché la politica italiana dovrebbe essere “una forza, un volo, un sogno” e invece dobbiamo rimboccarci le maniche per cacciare dei buffoni. Per fortuna l’Autore ha il grandissimo dono della sintesi e riesce a non scendere nel banale anche se parla dell’ovvio.

Scanzi fa ridere anche se vorresti piangere – tu, quarantenne disilluso, che hai votato di tutto e non hai più la forza d’entusiasmarti per un nuovo pallone gonfiato – e piangere sulla politica italiana sarebbe la cosa più semplice.

Andrea Scanzi - La politica è una cosa seria

Andrea Scanzi – La politica è una cosa seria

La politica è una cosa seria tratteggia in chiaroscuro 11 personaggi che ci hanno segnato, nel bene e nel male. A suo modo, li racconta in maniera equanime, dal momento che la partigianeria di Scanzi è talmente dichiarata da essere a prova di critica. Per sua ammissione, è il libro con cui si è esposto di più, scegliendo i personaggi in base a una motivazione empatica tra quelli che potevano stimolare la penna.

Il primo capitolo è dedicato a un imprescindibile Berlusconi: consta di quattro paginette, composte da frasi brevi come tweet, utili a riassumere perché “ha vinto lui”; si percepisce che non è passato il tempo di fare satira, è finito il fervore alla Travaglio, resta solo la stanchezza.

Da D’Alema in poi, il discorso si fa più ampio, gli aneddoti sui cattivi soggetti lasciano spazio al racconto commosso di personaggi belli, di cui si sente la mancanza. Di Grillini, però, nemmeno l’ombra: nonostante Scanzi sia stato uno dei primi a raccontare i V-day e a capire pregi e difetti del Movimento, adesso sostiene di non riuscire più a metterli a fuoco, forse perché – per essere lucidi e mettere tutto in prospettiva – ci vorrebbero più anni.

Una volta c’era Montanelli ora ci sono io. Il decadimento coinvolge qualsiasi cosa” dice Scanzi, scherzando sul fil rouge del suo libro. Cos’ha facilitato lo svilimento della cosa pubblica? Come ne usciamo? Una delle possibilità è l’effetto Bradbury – riferendosi al pattinatore australiano vincitore dell’oro a Salt Lake City nel 2002 – ma in cosa consista, lo lascio raccontare al libro.

Chi leggerà La politica è una cosa seria? Il target è nato negli anni Settanta, anno più, anno meno. È radical chic ma con l’accezione vagamente positiva che vorrei dare al termine, perché mi ci riconosco: troppo chic per scendere in piazza a ogni piè sospinto ma troppo radical per lasciar passare ancora la montagna di porcherie e la mediocrità degli ultimi anni.

Nel complesso, è un libro profondamente generazionale; potrebbe attrarre qualche tardo trentenne spaventato – perché Scanzi non è uno che ha l’aria di diventare a breve un parruccone bollito – ma un Millennial è già troppo giovane per ricordare personaggi di storia recente [ai ventenni, per esperimento, bisognerebbe mostrare una fotografia di Berlinguer e vedere cosa salta fuori].

Ai tempi della politica fatta sui social da perfetti incompetenti, in definitiva, ci vogliono libri così: fatti con il cuore agile e una penna decente.