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Claudia Piaserico: Misis

11 aprile 2015

Ho deciso che quest’anno la mia prova costume andrà di pari passo con la scelta dei gioielli feticcio per la stagione estiva. Se in mio inverno è stato scandito dai grandi orecchini di Misis con fiocchi di neve e le più belle località sciistiche europee – il sole mi bacerà con addosso la serie Moorea (in basso potete vedere i miei pezzi preferiti) che fa parte della nuova collezione di preziosi in argento di MISIS ART.

Claudia Piaserico 02

Claudia Piaserico, direttore creativo di Misis

Dal momento che ho inseguito Misis fino alle anteprime di VicenzaOro, vi propongo la chiacchierata fatta con Claudia Piaserico, attuale Presidente della sezione Orafi e Argentieri di Confindustria Vicenza. Claudia è anche l’eclettico direttore creativo del brand Misis e ha meritato nel 2011 il premio Marisa Bellisario per aver portato l’eccellenza italiana nel mondo con la creatività e l’ingegno di chi ha avuto il coraggio di reinventare il gioiello.

Olivia: Claudia, il gioiello è una passione famiglia? Il tuo è un destino di designer, segnato dalla nascita?

Claudia: Solo parzialmente! I miei genitori (Bruno e Maria Ester Piaserico) fondarono una società nel 1986, volta semplicemente alla compravendita di argento all’ingrosso e di bijou unbranded. Mio padre era fieramente determinato a portare avanti l’attività solo fino alla pensione e contestualmente spingere con risolutezza me e mio fratello a intraprendere carriere totalmente estranee all’attività di famiglia.

misis orecchiniOlivia: Pare che le sue aspettative siano state tradite…con successo.

C.: Per un po’ abbiamo fatto come desiderava. Mi sono laureata in giurisprudenza, mi sono specializzata in risorse umane e sono stata lontana. Ma non ero completamente soddisfatta. Quindi nel 2002 sono tornata a Vicenza e ho lottato contro un vero e proprio mobbing paterno. Mi metteva a fare qualsiasi cosa, dalla centralinista alle fotocopie pur di farmi stufare e desistere.

Olivia: Sembra una moderna favola di Cenerentola…come ha fatto la tua zucca a trasformarsi in carrozza?

C.: Bighellonavo per l’azienda. Ho conosciuto un modellista molto bravo cui ho chiesto di realizzare qualcosa per me, su mio disegno. Mia madre, pragmaticamente, ha pensato fosse il caso di ammortizzare i costi del mio passatempo portando a VicenzaOro i miei prototipi e hanno riscosso un gran successo tra la clientela straniera.

misis neroOlivia: La svolta!

C.: Per me sì, anche se per adeguare il prodotto alle linee aziendali abbiamo impiegato alcuni anni. Misis è nato ufficialmente a VicenzaOro nel 2008. In quell’anno Misis ha avuto un restyling del marchio, una nuova identità e un brand proprio, separandolo definitivamente dall’altra linea che si chiama Matilda. A quel punto è tornato in azienda anche mio fratello e quindi sì, adesso si può dire che è una vera azienda di famiglia!

Olivia: guardando tutte le tue collezioni – e sono tantissime – non ho potuto fare a meno di paragonare Misis a uno Zara della gioielleria. È praticamente impossibile non innamorarsi di una linea e avere voglia di comprarla tutta. Qual è il tuo segreto?

C.: Innanzitutto lo considero un grande complimento! Il rapporto qualità prezzo è molto elevato e questo è possibile perché i nostri gioielli sono in argento. Tuttavia sempre di gioielli si tratta e non di bigiotteria, con il valore aggiunto di tanta creatività e studio.

misis anelloOlivia: A cosa t’ispiri?

C.: Nelle mie creazioni c’è tutto il mio mondo e quello che amo. C’è tantissimo il mare e la natura in generale. Hanno un profilo figurativo molto ampio. Traggo ispirazione anche dalle tecniche e dall’estetica dei primi ‘900, sia per il disegno sia per la scelta dei colori o gli smalti, il Liberty, l’Art Decò, i fiori satinati che ricordano Lalique, lo stile animalier. Amo viaggiare e in ogni pezzo c’è qualcosa che racconta la mia vita fino ad ora. Con l’argento è più facile sbizzarrirsi e proporre gioielli più “facili”: se le collezioni fossero in oro, sarebbero molto difficili da portare e sarebbero in pochissime a poterseli permettere.

Olivia: Eppure, anche se ricordano alcuni gioielli celebri, sono molto moderni e originali.

C.: Nulla s’inventa tutto si rivisita. Misis lo fa in chiave moderna, ironica e calata nel nostro tempo. C’è il sapore del passato, magari un omaggio celebre ma scherziamo con il prodotto sdrammatizzando il concetto di gioiello di lusso. Misis si distingue dalla bigiotteria perché ha un valore intrinseco e indossato, è un gioiello a tutti gli effetti.

O.: Qual è l’approccio delle tue clienti?

C.: Sono i prodotti che selezionano le persone: solari, divertenti, dinamiche, sorridenti. Loro scelgono Misis per dare risalto alla propria personalità, sottolineare il look con la velleità di un abbinamento interessante. Grazie ai prezzi contenuti, si possono permettere di desiderare e acquistare più oggetti. C’è spazio per tutte: per donne dai fisici diversi, di diversa provenienza geografica e con diverse esigenze di mercato.

misis orecchini oro neroOlivia: Come siamo noi italiane?

C.: è molto apprezzato dalle italiane colte – con buona disponibilità economica e con un approccio diverso al valore del denaro – quelle che hanno già superato il desiderio dell’oggetto monogram, con un logo molto appariscente. Cercano un prodotto pù articolato che rispecchi il loro stile di vita, un po’ appariscente e che abbia forza. Sono quelle donne che sono soddisfatte quando un’amica dice loro “bello, dove l’hai trovato?”, perché hanno cercato qualcosa che abbia significato per se stesse e un brand in cui riflettersi.

Olivia: Le straniere cosa preferiscono?

C.: Le cinesi sono più piccole e minute ma molto fantasiose e alla ricerca del sorprendente. Il mercato cinese si può conquistare solo attraverso la comprensione della loro cultura, anche per non incorrere in errori grossolani nella proposta di pietre e animali che possono avere un significato simbolico. Acquistare un marchio – preferibilmente italiano- non è solo una questione di riscatto sociale e ostentazione: chi acquista beni di lusso non si accontenta ma cerca anche qualcosa di nuovo, sconosciuto e con un appeal di novità. Questa caratteristica – insieme grazie all’allure del made in Italy – dà la possibilità anche a marchi giovani di emergere, purché capaci di strutturarsi secondo le loro esigenze. In Cina abbiamo avviato un’operazione cross marketing con l’artista cinese Xiao Hui Wang per attrarre le donne più sofisticate ed esigenti.

Le russe sono più imponenti e quindi scelgono gioielli più grandi e appariscenti, che non si perdono su grandi pellicce e vestiti pesanti. Quando scelgono una collezione, acquistano e indossano l’intera parure completa e non fanno mai a meno di una spilla. Amano i colori forti e caldi – rosa e fucsia – i temi naturali, i fiori, le farfalle, i pavoni. Sono molto femminili e vanitose ma sono anche molto ironiche e amano il divertimento. È un mercato che a un creativo da molta soddisfazione.

Olivia: Vi amano anche le americane?

C.: Sui red carpet Misis è stato indossato da una gallery infinita di celebrità – Eva Longoria, Katy Perry e Sarah Jessica Parker, solo per citarne alcune – ma nel mercato americano non abbiamo ancora avuto fortuna. Questo sarà il nostro prossimo impegno.

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