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Cristina Bowerman: la ricetta del Tropical Tuna

11 aprile 2015

Metti un invito in una sera tiepida di primavera, in una Milano già sovraeccitata per l’avvicinarsi di tanti appuntamenti internazionali; prendi una location sempre affascinante – la Sala delle Colonne all’interno del Museo della Scienza e della Tecnologia – poi mixa con un percorso scenografico multisensoriale, fatto di luci, profumi e sapori nello stile di Hawaiian Tropic: a questo punto aggiungi una generosa dose di show-cooking live ad opera di Cristina Bowerman e ottieni il desiderio perfetto di sdraiarti su una spiaggia lontana, con un’acqua di frutta in una mano e una ciotola di tropical tuna nell’altra.

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Mood dell’evento Hawaiian Tropic

Il TROPICAL TUNA di CRISTINA BOWERMAN si prepara così:

Ingredienti: 240 g di filetto di tonno, 20 g di legno di ciliegio, 160 g di succo di mandarino tardivo estratto fresco, un cucchiaio di aceto di pomodoro, 80 g di papaya frullata e passata al setaccio, 160 g di daikon, 80 g di edamame (fagioli di soia), 40 g di succo di limone, 2 g di agar agar, un litro di olio tenuto in freezer, 4 cucchiaini di olio al trombolotto di Fabio Stivali, 60 g di Conciato Romano di Lombardi, sale Maldon q.b.

Procedimento: Affetta il tonno stile sushi e affumicalo leggermente, a freddo, con il legno di ciliegio. Unisci il succo di mandarino alla papaya; frulla per emulsionare con un po’ d’olio, sale e un goccio di aceto di pomodoro. Sbollenta l’edamame. Prepara il caviale di limone portando a ebollizione il succo con l’agar agar; inserisci in una siringa e poi fai gocciolare il liquido nell’olio freddissimo e scola le sferette ottenute. Prepara gli spaghetti di daikon con l’apposita macchinetta (una speciale mandolina per creare spaghetti di verdure) e condiscili con il caviale di limone, l’olio extra vergine, l’edamame sbollentato, sale Maldon. Finisci il piatto condendo il tonno con l’olio al trombo lotto, adagialo sul daikon, edamame e salsa di mandarino/papaya. Finisci con scaglie di conciato romano.

Cristina Bowerman, mentre è all’opera, dà l’impressione di un’inarrestabile forza della natura: è curiosa, comunicativa, precisa ma soprattutto – se amate ascoltare chi sa di cucina, nella speranza d’imparare qualcosa di nuovo – riesce a spiegarsi in maniera limpida e lineare. La trovate da Glass Hostaria a Roma e come Chef Ambassador a Expo2015.

A proposito di abbronzatura: Dal 1969 Hawaiian Tropic™ rappresenta il must have per gli appassionati d’abbronzatura in stile californiano. Le miscele, ispirate dal mix di oli naturali che i nativi Hawaiani usavano spalmarsi sulla pelle, sono state declinate in tutte le textures possibili, assicurando la protezione necessaria anche a chi – come me – non usa mai meno della protezione 30. Un pensiero grato va al gel doposole all’aloe, che mi ha permesso più di una volta di dormire la notte.

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Di che protezione sei? Io sotto la 30 non vado.

  • cat
    13 aprile 2015 at 9:51

    Quanto mi piace questa signora Chef. Ho avuto modo di vederla lavorare da vicino-vicino.
    STREPITOSA!

  • oliviachierighini
    13 aprile 2015 at 11:50

    Vero! Molto intelligente e curiosa ma con un approccio rigoroso.