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L’eleganza a tavola

10 Giugno 2015
pappagalli meissen

Vi invito ancora una volta a Palazzo Morando a Milano: fino al 15 dicembre 2015 potete visitare l’esposizione “L’eleganza a tavola”, a cura di Ilaria De Palma.

I protagonisti della mostra sono il cosiddetto Salottino dorato e l’eleganza del Settecento.

Tra stucchi, consoles, specchiere e sedute di seta, è imbandita una tavola sontuosa: sulla tovaglia in pizzo bicchieri di cristallo, posate d’argento, piatti bordati d’oro provenienti dalla nobile famiglia milanese Durini e le splendide porcellane della manifattura di Meissen, appartenenti alle Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco.

Salottino dorato_photo Massimo Gatti

Salottino dorato_photo Massimo Gatti

Tutti gli elementi sono disposti secondo uno schema rigoroso intorno al centro della tavola, evidenziato da una studiata composizione di finissime sculture della medesima manifattura tedesca, appartenenti alla padrona di casa, la contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini (1876–1945).

La mostra è l’esito di un attento studio del costume e della moda in auge nel ‘700 e si fonde, in perfetta armonia, con la collezione museale permanente e con la galleria – tutt’intorno – di preziosi abiti, maschili e femminili.

Nel “Secolo dei Lumi” le corti europee fanno propri i modelli che arrivano dalla Francia e per uniformarsi al linguaggio del cerimoniale francese, la nobiltà europea settecentesca si appropria non solo delle fogge degli abiti, ma anche di un vero e proprio modo di vivere, atto a evocare l’immagine di una delle monarchie più importanti al mondo.

Andrienne

Abito modello Andrienne

Al centro del tavolo viene collocato il surtout – una composizione scultorea in porcellana – e, intorno ad esso, secondo uno schema rigorosissimo, sono disposte le stoviglie. Ogni commensale ha un piatto vuoto davanti a sé e può attingere liberamente il cibo dai pezzi da portata.

Il pranzo si articola generalmente in due servizi, il primo prevede le minestre e le entrées di carne e pesce in salsa: occorre dunque disporre attorno al centro della tavola zuppiere, présentoires e salsiere.

Zuppiera Meissen

Zuppiera della manifattura di Meissen

Nel secondo servizio, dedicato agli arrosti e ai piatti dolci e salati, alcune stoviglie come la zuppiera, vengono sostituite con i piatti d’entremets.

La disposizione dei pezzi sulla tavola, oltre ad essere pensata affinché nes­sun commensale si affatichi per servirsi, deve stupire l’ospite: insieme alla ricchezza dei materiali, la varietà delle forme e delle policromie, la profu­sione dell’oro, era la rigorosa orchestrazione di tutti gli elementi intorno al sontuoso surtout che doveva riflettere stile ed eleganza del padrone di casa.

tavola imbandita

Acquaforte di tavola imbandita_Milano, Castello Sforzesco, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli

Dal XVIII secolo la porcellana europea è parte dei beni di lusso delle fa­miglie nobiliari che danno avvio a collezioni ricchissime. Quella appartenente alla contessa Lydia Caprara Morando Atten­dolo Bolognini è stata donata alla municipalità milanese nel 1945, ed è composta da numerosissimi elementi tra cui edizioni di esemplari che il celebre scultore Johann Joachim Kändler aveva modellato per la Manifattu­ra di Meissen intorno al 1730, cui si aggiungono altre statuette di inizio Ottocento realizzate dalle principali manifatture europee come quella di Frankenthal e di Napoli.

Dove e quando:

“L’eleganza a tavola”

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine – via Sant’Andrea 6

Fino al 15 dicembre 2015