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Le piscine dei sogni

5 giugno 2015
Hearst Castle

Il caldo non appartiene al mio dna. Il mio sogno –  da tutta la vita –  è una piscina in corrente che per un nuotatore è l’equivalente del tapis roulant per un maratoneta. So che è un desiderio poco prêt-à-porter ma ciclicamente metto una endless pool nella letterina a Babbo Natale, sperando che un giorno mi accontenti (per quest’anno ancora niente ma non desisto).

endlesspools.it - Basta un capanno in giardino...

endlesspools.it – Basta un capanno in giardino…

Il mio ideale, tuttavia, sarebbe la piscina di Château La Canorgue – dove è stato girato “A Good Year, ” diretto da Ridley Scott con Russell Crowe  e in un’altra vita spero d’aver nuotato a Hearst Castle, nella piscina di Nettuno (in copertina) o nella piscina Romana.

piscina Chateau La Canorgue

piscina Chateau La Canorgue

Nel frattempo, mi consolo dedicandomi al nuoto in una piscina pubblica e guardando i film che hanno portato sul grande schermo i migliori specchi d’acqua mai disegnati.

Hearst Castle - piscina romana

Hearst Castle – piscina romana

Al cinema, la piscina è da sempre un luogo metafora di malesseri esistenziali, scena di amori e morti, oppure di divertimento folle e senza speranza di redenzione. Il mio desiderio di possederne una risale quindi certamente all’immaginario degli anni ’20 quando, in California, uno specchio d’acqua privato diventò per la prima volta oggetto di culto.

Hearst vinse sicuramente la gara tra i magnati con la location più esclusiva e Hollywood si adeguò per immortalare appena possibile questi magici luoghi dedicati a Eros e a Thanatos: William Holden galleggia ucciso dall’ambizione in Sunset Boulevard (1950); Di Caprio non fa una fine migliore nel Grande Gatsby (del resto il libro è del 1925) e una Marilyn decadente nuota nuda nell’incompleto Something got to give, girato poco prima del suicidio; il numero di vasche private si moltiplica tanto da permettere al maturo Burt Lancaster di nuotare fino a casa nel surrealista The Swimmer (1968). Poi c’è la piscina di Il laureato, quella dell’omonimo film con Alain Delon e Romy Schneider e l’ammiccante Swimming Pool di Ozon.

MarilynMonroe_SomethingsGotToGive_1962

Marilyn Monroe nella celebre scena della piscina in Something got to give

Dagli albori dell’industria cinematografica, la piscina è lo sfondo ideale su cui far muovere figurine piene di glamour: Katherine Hepburn in Scandalo a Filadelfia si tuffa elegantemente senza controfigura, Esther Williams è l’apoteosi della cuffia coordinata con il costume e del trucco waterproof, mentre Scarlett Johansson è l’epigone del divismo clorato in Scoop.

In linea con l’estetica della pin up. Jane mansfield se ne fece costruire una a forma di cuore per il suo Pink Palace (1957) mente il kitsch romantico viene sfiorato da Baz Luhrmann nel film Romeo + Giulietta (1996) con gli adolescenti amoreggianti Leo Di Caprio e Claire Danes.

Peter Sellers ha come spalla comica proprio una piscina in Hollywood Party (1968): senza quel film probabilmente non ci sarebbero stati 50 anni di college movies che hanno sempre un intermezzo ubriaco e bagnato, come American Pie (1999).

Poi come scordare la piscina ringiovanente di Cocoon (1985)? In Italia, però, ci siamo battuti con stile, grazie alla piscina di Villa Necchi Campiglio, immortalata in Io sono L’amore (2009) di Luca Guadagnino.

La piscina a forma di cuore di Jane Mansifield nel suo Pink Palace.

La piscina a forma di cuore di Jane Mansifield nel suo Pink Palace.

 

 

 

 

 

 

  • piscinas
    7 luglio 2015 at 8:48

    Muy bueno el post.