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Missoni, l’arte e il colore.

25 settembre 2015

Ottavio Missoni e la nascita del Made in Italy

La settimana della moda milanese coincide, generalmente, con la frenesia collettiva da cambio armadi e conseguente shopping per adeguare il guardaroba al mood della stagione.

Dal mio modesto punto di vista, per recuperare dei veri tesori dal passato e dare freschezza al proprio modo di vestire senza passare per fashioniste dell’ultim’ora, può essere utile avere una cultura della moda un po’ più ferrea di quella possibile sfogliando gli inserti sulle passerelle, immancabili in qualsiasi rivista del periodo.

Persino se vi state vedendo tutte le sfilate della #MFW2015 su Periscope, sono certa che potrebbe esservi utile una visita al MA*GA di Gallarate per vedere la mostra dedicata a Ottavio e Rosita Missoni.

Il colore, il filato Missoni

Il colore, il filato Missoni

I Missoni – che avevano casa a proprio a Gallarate e vi aprirono il primo laboratorio nel 1953 – sono stati tra i più accreditati ambasciatori mondiali del Made in Italy e tra i primi a creare un legame strettissimo tra moda e arte.

Così, Il percorso espositivo si snoda tra diversi registri narrativi: si apre con la suggestiva video-installazione di Ali Kazma Casa di moda (2009) e prosegue nella sezione Le Radici, dove si vede come la ricerca dei Missoni faccia riferimento alla nascita delle avanguardie storiche in Europa (Sonia Delaunay, Kandinsky, Klee e il Futurismo di Balla e Severini). Il passo successivo è Il colore, la materia, la forma: una serie di installazioni immersive, progettate da Luca Missoni e Angelo Jelmini, mostrano la profonda fusione tra la ricerca di materia e colore, proprie del fashion design.

Nei Dialoghi, troviamo le tele di Ottavio Missoni che si confrontano con i grandi maestri dell’astrattismo italiano del secondo dopoguerra, dagli autori di Forma 1 come Dorazio e Accardi, al MAC di Munari e Dorfles, fino alle sperimentazioni optical e cinetiche di Dadamaino e Colombo.

Arazzi di Ottavio Missoni

Arazzi di Ottavio Missoni

L’ultima sala della mostra è dedicata alla serie di grandi Arazzi realizzati in patchwork di tessuto a maglia che, dagli anni Settanta, Ottavio Missoni utilizza come esclusiva tecnica di espressione artistica, capace di concentrare in modo peculiare gli interessi trasversali, sia nella moda che nell’arte, per materia e colore. Gli arazzi rimangono le sue opere più significative.

Dopo questa mostra non guarderete più il vostro abitino di maglia nello stesso modo.

DOVE E QUANDO:

MISSONI, L’ARTE E IL COLORE – Museo MA*GA, via De Magri 1, Gallarate (VA) – fino al 18 novembre

Immagine di copertina: Rosita e Ottavio Missoni, fotografati da Giuseppe Pino 1984

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