DOVE

Vacanze con i bambini (Part 3): Kew Gardens.

3 agosto 2015

Dire di amare Londra è abbastanza banale ma farò di più: mi spingerò a dire che è una delle città più accoglienti del mondo per trascorrere le vacanze con i bambini. Fino a circa dodici anni, viaggiano ed entrano gratuitamente quasi ovunque e saranno più i posti che li entusiasmeranno di quelli che li annoieranno a morte (io non ne ho mai trovati). Alla Tate Modern, ad esempio, PiF mi ha detto – con una certa risolutezza – che avrebbe preferito andarsene, ma non prima d’essere arrivato all’ultimo piano della galleria e dopo aver apprezzato lungamente un’istallazione dedicata a Sonia Delaunay.

Oltre alle mete classiche, se siete a Londra con i figli, date una bella occhiata alle previsioni meteo e poi dirigetevi senza indugio ai Royal Botanic Gardens di Kew, raggiungibili in metropolitana da Victoria Station in una quarantina di minuti.

Prendetevi tutta la giornata e non pensate nemmeno per un momento che siano ore rubate alla città. Le ore voleranno tra un giro in trenino, la visita di tutte le serre e interminabili corse sui prati.

Mentre voi sarete intenti a infilare il naso nei cespugli di rose o cercherete una certa scultura di Moore, loro probabilmente punteranno a una delle altre cento attrazioni – compresi anche gli scoiattoli, i pavoni e gli scarabei – e mentre voi sognerete a occhi aperti su 250 anni di storia botanica, loro preferiranno salire su una passeggiata aerea progettata dallo studio d’architettura Marks Barfield; mentre cercherete la prospettiva per la foto perfetta dalla cima della Palm House, i bambini vorranno scendere a vedere l’acquario marino.

Kew Palace – il luogo privato di villeggiatura di re Giorgio III con la sua famiglia – e le dipendenze che mostrano le cucine reali, metteranno d’accordo tutti, così come le aree gioco interattive, che sono miracolosamente vicine a varie caffetterie dove potrete sfasciarvi mentre i piccoli (non) esauriranno le loro energie.

Il posto che amo di più? Il Sackler Crossing, il ponte di bronzo e granito che si snoda sul laghetto interno e che, secondo le ore del giorno, da lontano sembra costruito d’oro o di bambù. È un punto del parco che gioca sull’illusione ottica e sui cambi di prospettiva, un luogo dove potrei passare ore in silenzio (attività che negli ultimi anni non mi è riuscita benissimo, grazie alla compagnia, ma che sta tornando tra le priorità di un buon viaggio).

Consigli pratici:

  • Fornitevi d’abbigliamento molto confortevole e a strati. Incredibilmente, quando c’è il sole, si muore di caldo e le serre sono – per l’appunto – concepite per far vivere piante tropicali e desertiche, non turisti in vacanza.
  • Scarpe per camminare tra prati e sentieri per almeno venti chilometri senza vesciche. Nelle serre si scivola e s’inciampa: le scarpe carine, spesso, sono stupide (parlo per le madri).
  • Un ombrello o un bel cappello: non solo il tempo inglese è famoso per i capricci, ma le sopraccitate serre hanno un sistema d’irrigazione continuo e, ogni tanto, vi può piovere in testa.
  • Una borraccia da riempire d’acqua a qualsiasi fontanella.
  • Un GPS da nascondere nelle tasche dei ragazzi, volessero mai farvi uno scherzetto e giocare a nascondino tra le azalee.

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