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Bambini: imparare senza Internet, si può?

19 gennaio 2017
Muse - Trento

I libri sono ingredienti essenziali per stimolare la curiosità. Ti spingono ad allargare lo sguardo ed esplorare nuovi orizzonti attraverso strade create dalla tua fantasia.

Per i bambini – ormai abituati a giocare disinvoltamente con un tablet, ancora prima di saper formulare una frase di senso compiuto – può essere emozionante scoprire che l’odore della carta ha un buon profumo.

Questo odore è ancora più intrigante se il libro in questione è una vecchia enciclopedia per ragazzi, scovata in cantina o in un armadio a casa dei nonni.

Qualcuno potrebbe obiettare che ormai su internet si trova qualsiasi informazione. Tuttavia, la ricerca sul web non è semplice – né totalmente attendibile – quanto ci piacerebbe sperare. Di certo non è alla portata dei più piccoli che hanno bisogno non solo di essere guidati – verso gli argomenti più adatti a loro – ma anche di essere incuriositi attraverso diversi stimoli sensoriali.

I libri invecchiano? Non tutti. L’editoria per bambini si è aggiornata dai tempi in cui gli stessi volumi potevano essere sfogliati dai genitori ma, a livello di apprendimento, i contenuti rimangono ugualmente validi.

Mettiamo da parte internet che in altri momenti della vita è uno strumento imprescindibile – e lasciamo che i piccoli siano catturati dalle stesse pagine che hanno affascinato noi ex-bambini.

Il gioco si può svolgere come una caccia al tesoro e gettare le basi di quello che è un metodo di ricerca utile anche in ambito di studio. Ad esempio si può partire dalla bussola e dal suo funzionamento per andare ad approfondire cosa sono i campi elettromagnetici, il polo magnetico, il giroscopio e spaziare fino ad arrivare ai sistemi di navigazione marittimi antichi e moderni, mettendoci dentro anche qualche bella storia di pirati e avventurieri.

Un’enciclopedia per ragazzi spesso permette già di fare  questo tipo di percorso, fornendo rimandi all’interno del testo. Se non se ne possiede nemmeno una, forse potrebbe essere un bel regalo da fare alla prima occasione importante.

Nello scaffale giace per caso anche un vecchio atlante geografico? Potrebbe essere interessante vedere cos’è successo ai confini degli stati, alle popolazioni e persino alla fauna e alla flora, confrontando le informazioni con un atlante aggiornato.

Un dizionario illustrato, aperto a caso, si rivela un vero pozzo di stranezze ed è capace di scatenare domande a non finire. Non siamo capaci di rispondere? Non c’è problema. L’attività richiede proprio di cercare insieme le informazioni più appassionanti. Per rimanere in tema bussola, ad esempio, chi è pronto a scommettere che cercando sul vocabolario questa parola, si troveranno significati alternativi ben diversi dallo strumento che indica il nord?

Se la biblioteca di casa scarseggia, è un’ottima idea cominciare a frequentare una biblioteca pubblica che non è quel luogo tetro e noioso che saremmo portati a pensare.

Tralasciando le biblioteche cittadine più importanti – che a volte sono meno orientate alla fruizione da parte di un semplice curioso e si fondano su cataloghi e database complessi, la cui consultazione richiede un minimo di pratica e pazienza – possiamo rivolgerci alle biblioteche locali o rionali.

Queste piccole biblioteche– molto diffuse sul territorio e spesso connesse attraverso cataloghi regionali disponibili on line – sono ormai molto moderne e ben organizzate anche per i bambini, offrono spazi luminosi in cui si può leggere sdraiati su comodi tappetoni, aree in cui si può parlare a bassa voce senza l’obbligo del silenzio assoluto e – cosa più importante di tutte – permettono di scorrere i titoli sugli scaffali, lasciandosi ispirare dal libro più bello.

La biblioteca può competere con internet? In realtà, svolgono funzioni complementari e una non è in grado di escludere l’altra. È bello che i più giovani sappiano di poter attingere a un sapere sedimentato nel tempo e verificato.

I bibliotecari talvolta tengono brevi corsi di biblioteconomia per ragazzi, utili per orientarsi negli schedari più complessi senza perdersi nelle indicizzazioni. Il gioco della ricerca, che può trasformarsi in una sorta di caccia al tesoro in un labirinto di informazioni, sarà utile anche in previsione del momento in cui i bambini finalmente torneranno ai loro amatissimi tablet e computer.

[Questo articolo fa parte di una serie di contenuti che ho sviluppato per Ricercamondo, un’iniziativa creata da Henkel per avvicinare i bambini al mondo della scienza, incoraggiandoli a imparare in modo facile e divertente. Lanciata con il nome di Forscherwelt (mondo dei ricercatori) nel 2011 a Düsseldorf, questo progetto prevede un programma di studio per le scuole elementari.]

Attendo i tuoi commenti qui sotto e – se l’articolo ti è piaciuto – sarò felice se lo condividerai.

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