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Digital detox: i numeri.

12 gennaio 2016

Rientro dopo le lunghe vacanze scolastiche di Grande e PiF, sotto un cielo milanese che più cupo e umidiccio non potrebbe essere.

Ho sentito molto parlare di digital detox ma ammetto di essermi rilassata così tanto durante le feste da non aver avuto tempo di pensare nemmeno alla consueta lista di buoni propositi per l’anno nuovo, figuriamoci se ho dedicato a questo argomento pregnante più del tempo di dire “bubbole”.

Digital detox per me significa trovare ore della giornata da dedicare alla creatività che poi, inevitabilmente, si dispiega anche in chiave digital, visto che da lì mi arriva la pagnotta. Per quanto mi riguarda, leggere e scrivere sono attività dalle quali non voglio essere disintossicata, perché sono piacere puro, persino quando devo correggere una sfilza di articoli dei quali non sentirei la mancanza ma magari voi sì. Derubrico tutte le altre faccende digitali alle voci servizio e utilità: possono essere modulate in base alla situazione, a mio piacimento.

Cosa significa per voi digital detox? Cosa credete vi faccia perdere della vostra vita, l’ambiente digitale in cui vi muovete? Cosa scegliete di fare quando staccate la spina?

Questi sono i miei momenti di “disintossicazione” da Sant’Ambrogio all’Epifania, tradotti in numeri: alcune delle attività più entusiasmanti sono state possibili proprio grazie al “digital”.

  • 4 Kg di riso cotto e 128 arancine di Santa Lucia fritte.
  • 3 Kg di farina di vario tipo trasformati in pasta fresca.
  • 120 uova comprate e 4 rotte nel posto sbagliato.
  • 72 crêpes cotte e un tutore per l’epicondilite – chiamato anche gomito del tennista – che mi sono procurata cucinando le suddette nel giro di un pomeriggio di panico prenatalizio.
  • 144 ore trascorse a sciare e pattinare sul ghiaccio.
  • 2 libri cartacei e 5 e-book letti (di cui un paio di gialli di Camilla Lackberg e un paio di Andrea Vitali, per stare leggera).
  • 24 caffè con chiacchiere con la Nonna Adottiva.
  • 792 ganci di scarponi allacciati o slacciati.
  • 3 fette di strudel e 5 di Sacher mangiate (forse sto mentendo)
  • Una ricetta per lo zelten perfetto trovata.
  • 13 vin brulè alcolici e 3 o 4 analcolici bevuti.
  • Una decina di foto di gattini scambiate su Whatsup con un undicenne
  • Un monte ore imprecisato di musica da preadolescenti, ascoltata e ballata con i suddetti (grazie Spotify)
  • 17 articoli scritti e pubblicati grazie anche al wi-fi del rifugio a quota 1445 mt.
  • Un numero imprecisato di mail di lavoro alle quali ho risposto tra un impianto di risalita e l’altro (grazie FreeLuna), evitandomi di farlo seduta a una scrivania.
  • 100 km passeggiati ad annusare la terra e la neve, senza alcun tipo di supporto digitale, perché volevo solo camminare.

E adesso non parlatemi più di digital detox fino a Ferragosto.